2017

Back from PyData 2017 London

Back from #PyData2017 London where I gave a talk called “Show me the failures!”, showing how the Data Science and Analytics team at Pirelli approach the problem of designing and implementing data products at shop floor.

Thank you again to all the crew, you guys have been amazing: venue, food, schedule were absolutely spot on. Bring it on and looking forward to coming over for #PyData2018! Below the slides and outline of my talk.

Description

The Data Science and Analytics group at Pirelli has to deal with factories’ day to day that can’t be further from the aseptic crunching of data from a keyboard in an office. Our group took the lift, went down at shop floor and started asking questions to try and make their life better: turns out questions flowed the other way round and results were startling.

Abstract

Pirelli has a 140 year old tradition of manufacturing with 20 factories across 14 countries and headquarter office in Milan. Production flows, logistic, machinery and the whole extended value chain has morphed through decades across a broad range of needs and circumstances.

The creation of a Data Science and Analytics department at the beginning of 2016 has the goal of speeding up change and innovation, starting from areas that are harder to tackle. Some of the most interesting challenges include:

  • bring data products at shop floor to increase efficiency while being aware of UX principles
  • keep 2-sided communication alive with wide number of actors, particularly with IT, quality and engineering
  • encourage active participation by providing accessible analytics tools and an internal Academy training program
  • activate the virtuous circle of prototyping, feasibility check and production releases for sound product lifecycles
  • introduce Agile development methodologies in traditional waterfall environments
  • shape a roadmap with principal stakeholders starting from off-line through live analysis and heading to ahead-of-time predictions

opening a steady communication channel across groups is progressively eroding barriers between white and blue collars, allowing teams to better understand each other requirements and kicking off a broader conversation. At the end of the first year since releasing the first prototype, there is much more on the plate, and groups are now more familiar with concepts of User Experience, release lifecycle, data exploration and agile development.

Outline

In this talk we are going to show the data science team approach to prototyping and implementation of data products for Pirelli factories, both at shop floor and quality / engineering offices. Different needs or - taking a UX approach - different personas, lead to different outcomes: from large displays mounted in wide warehouses to detailed descriptions of statistical distributions, from near real-time processing of streams of data coming out of sensors to large computations for statistical models made on millions of rows stored in sql tables.

The sheer variety of technologies involved in the process is probably the biggest challenge when deploying at production level: aside standard data processing and machine learning packages, such as Pandas and scikit-learn, our Flask and Django based web infrastructures interact with MsSQL servers, JBoss data virtualisers, a Hadoop cluster and Oracle data warehouse, responsively adapting their output for different contexts with Angular and React front-ends.

The introduction of data products has triggered a little revolution allowing to improve and widen the offer of internal training via an Academy program, in search of competences inside the factories for all people willing to open an editor and write some Python and Javascript.


P.S. link to a gist with my notes from the conference here

2015

E adesso come faccio?

Certi momenti capitano a tutti: chiedi il conto al ristorante, metti la mano in tasca e ti accorgi di aver lasciato soldi e carta a casa. Altro scenario: atterri in un paese straniero e aspetti la valigia finchè realizzi di essere l’ultimo passeggero rimasto intorno al nastro ma il tuo bagaglio non è mai comparso. Il primo istante in cui realizzi di essere fuori dalla usuale comfort zone si traduce solitamente in un brivido che sale lungo la schiena allertando tutti i sensi e sollevando la disperata domanda: e Adesso Come Faccio? (da qui in poi ACCF)

Durante il mio ultimo viaggio verso l’Italia e ritorno mi sono capitati numerosi momenti di questo genere, il primo dei quali si è materializzato quando ero ad appena 70 miglia da casa: scendo di moto per la fotografia di rito mentre sono ad aspettare la chiamata del mio shuttle per l’Eurotunnel e mi accorgo di non avere più la targa. Strana sensazione di vergogna e paura mi pervade, cerco di coprire con il mio corpo il retro della moto per nascondere ad eventuali interceptor di passaggio che mi manca un pezzo fondamentale per proseguire il resto del viaggio attraverso l’Europa. Scambio due chiacchiere con un gruppo di motociclisti diretti ad Assen per il MotoGP che con noncuranza mi consigliano: carry on, ed è proprio quello che faccio. Mentre attraverso la Francia inizio ad organizzare un piano: chiamo Valentina per chiederle di contattare la BMW e sentire se possono procurarmi una targa temporanea, oltre a preparare mentalmenente una spiegazione plausibile da dare alla poco socievole gendarmerie. Sta di fatto che arrivo al confine italiano senza che nessuno mi fermi o dica una parola a riguardo e questo mi fa sentire molto sollevato.

Mont Blanc

Proseguendo con l’obiettivo di arrivare a Mantova alla fine del secondo giorno mi rendo conto di due cose:

  1. gli italiani sono molto preoccupati del fatto che stia viaggiando senza targa e mi affiancano continuamente per farmelo notare, inoltre
  2. BMW Italia non ha idea di come procurarmi un sostituto, quindi dovrò arrangiarmi con una soluzione artigianale.

Il pensiero rilevante che ho iniziato a costruire nella mia mente è però slegato dalla circostanza: l’importante è conservare l’approccio positivo, analizzare il problema e contemplare una serie di possibili soluzioni.

Con questa attitudine e l’aiuto di un buon ferramenta riesco a trovare tutto il necessario per fabbricare una stupenda targa falsa e sono pronto a proseguire il mio viaggio.

Where is the plate?

Dopo qualche giorno di riposo in Italia riprendo la strada verso Nord e accade un altro momento ACCF: in autostrada vicino a Bologna un’automobile sta viaggiando a circa 110KM/h davanti a me quando gli esplode una ruota facendola rallentare di colpo. Il cerchione striscia per terra facendo scintille, il pneumatico vola via passando a pochi metri da me, il guidatore sembra molto reattivo e riesce ad accostare senza conseguenze: il suo viso è molto concentrato e guardandolo mi rendo conto che entro pochi secondi, passato l’iniziale shock, inizierà a pensare come risolvere la situazione con un misto di vergogna e paura. Il percorso continua con svariati altri momenti ACCF: l’attraversamento della Svizzera e Germania è caratterizzato da un caldo insopportabile, oltre i 40C, che mi obbliga a frequenti soste per inzupparmi di acqua e consentirmi di proseguire; arrivato a Ghent in tarda serata di un affollato Sabato non riesco a trovare un posto dove dormire, poi risolto all’ultimo tuffo con booking.com; le notizie dei rifugiati in cerca di un transito clandestino danno per impossibile il passaggio da Calais, notizia che non trova riscontro a parte qualche posto di blocco con gendarmi armati fino ai denti; infine appena tocco terreno britannico vengo investito da un fortunale potentissimo che saluta il mio ritorno in patria obbligandomi ad una velocità massima di 20mph.

Come al solito cerco di fare un bilancio della mia piccola avventura e trarne qualche insegnamento: non importa il livello di difficoltà nel quale ci si trova, è cruciale mantenere un’attitudine positiva, cercare di ridurre al minimo i momenti di panico, guardare oggettivamente il problema e rapidamente definire le possibili strategie per risolverlo. E mi rendo conto, anche in modo abbastanza scontato, che lo stesso approccio vale per qualsiasi altro momento della vita (bollette, multe, gravidanze, malattie, sfighe accidentali: you name it! come si dice da queste parti) in cui per quei brevi attimi si sente salire un brivido lungo la schiena e ci si chiede: e Adesso, Come Cazzo Faccio?

Moving my website to Github

I’m moving all my content out of my previous Wordpress to host it on github pages with Jekyll. Everything is still a bit broken, but all the content is here. I don’t intend to spend time setting up 301 codes for the few posts I have on my old blog, but hopefully the permalink structure should be the same. If you happen to search anything in particular and cannot find it, please contact me via a twitter mention @grudelsud

here a few links I found quite useful while moving things around and getting acquainted with Jekyll:

DevArt wins a Webby for Technical Achievement

Pretty proud to have worked on this project as technical lead and backend developer, DevArt wins a webby for “technical achievement”. As described by the organization:

This category is for any Site using new, innovative, Web technology in an outstanding way that improves the overall user experience.

here’s a link to the award

Back home after PyCon6

Back from #PyCon6 where I gave a talk called “Art & Music VS AppEngine”, where I showed how we implemented some performance enhancement tricks on GAE to make it work smoothly on content intensive projects we developed along with our fellows at Google Creative Lab London. Here the slides for the talk:

Also, I followed a few talks and took notes for future reference, here’s my recap (made with reveal.js and published here):

Thank you again to all the crew, you guys have been amazing: venue, food, schedule were absolutely spot on. Bring it on and looking forward to coming over for #PyCon7!

2014

Spero di essere ancora così a 60 anni...

Bikes in the tunnel

Viaggiare soli per 3000km con il rumore del vento a 2cm dalle orecchie da molto tempo per pensare: si spazia dalle idee su come rifare la cucina all’eventualità di avere un secondo figlio, passando dalle ricette preferite per cucinare il coniglio e le possibilità per il prossimo lavoro.

Confesso che è piuttosto faticoso - sarà colpa del vento che agita tutti questi pensieri oltre a volerti strappare le braccia ancorate al manubrio - e sedersi su una panchina a fine giornata per bere una birra e osservare il tramonto sembra un’enorme ricompensa.

Ci sono momenti in cui ci si ferma anche durante il percorso ovviamente, e durante queste pause si tende a socializzare con individui che vengono riconosciuti come simili: stesso carapace, cavalcature equivalenti, dovranno per forza di cose essere consanguinei.

In due occasioni, entrambi forzate dal passaggio sotto al canale della manica, ho avuto modo di conoscere due distinte coppie di “miei simili” che, così a colpo d’occhio, avevano sulle braccia e nelle orecchie almeno venti anni di cavalcate più di me.

Mi hanno raccontato storie meravigliose e terrificanti, sempre col sorriso sulla faccia. La traversata del grand canyon a partire da Las Vegas, l’odore di ginepro sulla strada da Bilbao a Jerez, gli incidenti mortali visti sul Nurbungring e la paura di non trovare una stazione di servizio attraversando i Pirenei.

Mi hanno fatto tanta tenerezza e tanta invidia, e spero davvero che il vento continui a raccontarmi per lunghi anni avvenire le stesse cose che ha detto loro, perchè di sicuro ci vuole tanta passione e gioia di vivere per dimenticarsi di quanto, in realtà, voglia strappare le braccia da quel dannato manubrio…

2012

Top 5 albums 2012

It's that time of the year again, as my friend Carlo says, time to put down the list of my own list of best albums. Just 5, not 450 as Pitchfork or Drowned in sound are used to do. And definitely not the best overall, just 5 albums that impressed me during this year and kept me busy and happy. Here it goes, I'll pick one track for each album and hope it will entertain some random reader:

  • Spiritualized, Sweet Heart Sweet Heart
  • Grizzly Bear, Shields
  • Dirty Projectors, Swing Lo Magellan
  • Godspeed You! Black Emperor, Allelujah! Don't Bend! Ascend!
  • B. Fleischmann, I'm not ready for the grave yet

La generazione del "mi lamento alla prima" riuscirà a cambiare l'Italia?

Me lo ha sempre detto mio padre: "se tu non fossi sempre così negativo, le cose funzionerebbero"

Ha torto. E ha la fortuna di avere 3 figli che non hanno mai mollato. Nel mio caso: 8 anni di ricerca, un dottorato, un lavoro all'università che, nonostante gli anni di esperienza, arrivava a malapena a pagare l'affitto, l'esasperazione e il trasferimento a Londra per ricominciare da capo, l'acquisto di una casa e l'arrivo di un nipotino.

E la stessa cosa vale per centinaia di migliaia di miei coetanei, che nonostante gli schiaffi in faccia tengono duro cercando di costruirsi una carriera che segue i propri studi, che appena le spese mensili consentono di mettere da parte qualcosa montano su un Ryanair per andare a respirare una boccata di Europa.

Ed è troppo facile per lui, mio padre, dire questa cosa. Lui che è nato e cresciuto nella generazione del boom economico, del gradiente di crescita positivo, nel paese che bilanciava allo stesso tempo l'affermazione delle politiche sindacali e la possibilità di ammiccare al sogno americano.

Però devo riconoscere che c'è un fondo di verità, ed è arrivato il momento di capire perchè ci viene rivolta questa critica. Guardo al mio passato, ripenso le cose che ho detto, leggo la mia timeline su Facebook e su Twitter e capisco: le giornate di pioggia, la batteria a terra, l'orale di un esame da rifare, il colloquio andato male. Sono tutte là, ma io so per certo che la mia vita non è fatta di sole giornate grigie.

Guardo e ripenso ai miei coetanei, a chi condivide la mia formazione, le mie frustrazioni, le stesse battaglie e penso quanto sia comune la tendenza a comunicare il basso continuo. Forse per esorcizzare le paure, o più semplicemente per scaricare una tensione, esteriorizzare una fonte di stress, condividere in modo da alleviare.

E allora cosa accadrà quando a questa generazione, la mia, verrà consegnato il paese? Perchè prima o dopo accadrà, per puro e semplice ricambio, la generazione del basso continuo si troverà in tasca le chiavi dell'auto di papà. Io vorrei evitare che, come accadde alla mitica Alfa 75 di mio padre, il paese finisca contro un muro. E penso che, affinchè questo succeda, sia necessario iniziare a ridurre i tweet delle giornate grigie e sia indispensabile iniziare a tirare fuori quella parte forte e allegra che sta in ognuno di noi.

Questo fine settimana ci sono le primarie del partito democratico, e questo è un primo passo per prendere l'Italia e portarla a fare un giro di prova. Chi mi conosce sa per chi voterò, e leggendo questi paragrafi penso sia anche facile capirlo, ma non ho scritto tutto questo per cercare di guadagnare un voto.
Mi sono sentito dire che "tanto non serve a niente" e mi viene in mente il mitico Bartali: "è tutto sbagliato, è tutto da rifare". Si è proprio così, è tutto da rifare, ma non votare a queste primarie significa tenere in garage la macchina di papà, l'ennesimo tweet annoiato che non arricchisce di una virgola sè stessi, nè le persone che ci stanno intorno.

E invece penso proprio che non siamo così negativi, e le cose siamo in grado di farle funzionare piuttosto bene.

Colonna sonora:
Bright Eyes, "Arc of time"
Duccio Vernacoli, "E ce la fo"

"He's gone to China" - avere un figlio a Londra N4

Primo e ultimo post riguardo la faccenda figlio, non voglio annoiare me stesso, nè le 10 persone che si imbattono per sbaglio in questo post, ma nello stesso tempo voglio mettere giù due note per rileggermi in futuro qualche dettaglio colorito che inevitabilmente andrebbe perso e ricordarmi di quella meravigliosa cacofonia di etnie e strana accozzaglia di personaggi improbabili ma tutti incredibilmente gentili che hanno avuto a che fare con mio figlio già al decimo giorno di vita.

Intanto un po' di contesto: residenti in N4, ci spetta l'ospedale Whittington, che ci dicono tutti essere incredibilmente all'avanguardia e dotato di personale assai preparato; ci spetta inoltre il team "Hornsey Rise" di midwife che ci seguiranno in questa avventura, e anche di questo team sentiamo parlare un gran bene. Entrambi si sono confermati eccezionali, e ripensando ai mesi passati sento necessario ricordare alcuni piccoli eventi che mi hanno portato il sorriso.

Il primo contatto avviene con Jane, probabilmente l'unica nativa inglese della storia, colei che ci seguirà lungo tutto il percorso e le cui visite bi-settimanali hanno sempre rasserenato e rassicurato da ogni paura. La prima visita in particolare era a domicilio: ai miei genitori in visita a Londra e non ancora a conoscenza della gravidanza, gli è stato detto essere un controllo della compagnia di assicurazione, almeno in attesa della prima ecografia. Thank you so much Jane, your help and support has been terrific!

Il sistema qua segue un processo estremamente naturale: se non ci sono condizioni particolari (come nel nostro caso) è molto probabile che si arrivi al giorno del parto senza aver mai visto un dottore ginecologo, e aver visto l'ospedale forse solo in un paio di occasioni: per un esame del sangue e per l'unica ecografia che viene fatta a 20 settimane. Seguire un percorso naturale consente di mantenere uno stato d'animo positivo e non da paziente malato che deve sottoporsi a frequenti esami: ci piace. Una studentessa iraniana ha fatto l'ecografia, sotto supervisione della dottoressa, grandi sorrisi, dentro e fuori in 10 minuti con un referto: è un maschio. Nella stessa occasione vengono presi i dati per effettuare la translucenza nucale, i cui risultati arrivano a casa nel giro di pochi giorni: la probabilità della sindrome di Down è bassissima, 1 su 9000 circa, non è necessario proseguire con amniocentesi, ottimo.

La parte restante della gravidanza, quasi fino al gran giorno, è proseguita tranquillamente: un controllo ogni 2 settimane, fatto per lo più al Children Centre di Tollington Park, non è un ambulatorio, ma piuttosto un asilo dove le midwife hanno una stanza per effettuare i controlli, e questo contribuisce a sentirsi parte della comunità piuttosto che essere un malato bisognoso di cure.

Ci si avvicina al giorno fatidico, e l'essere sembra non volerne sapere e ci viene quindi consigliato di fare delle sessioni di agopuntura, alla locale clinica Asante. Le signore cinesi ci fanno sapere che sta per concludersi l'anno del coniglio per iniziare quello del drago, e che in china questo è motivo di grande emozione e orgoglio per i nati nel nuovo segno, quindi per quanto l'agopuntura non sembra fare grosso effetto, è senz'altro molto rilassante e la prospettiva di avere un piccolo drago mette di buon umore. Ci riguardiamo Caro Diario di Moretti, condividendo la simpatia per gli agopunturisti cinesi, e trascorre un'altra settimana.

Finchè arriviamo al gran giorno, quello in cui nascerà il piccolo drago, il 25.1.12. Ci accoglie una midwife americana, sta per chiudere il turno e passare le consegne al team successivo, trova il tempo di descriverci quanto sia soddisfatta del sistema Britannico. Durante le prime ore ci vengono a controllare una "sorella" tutta piercing e palestra con un'assistente dal tintinnante e simpatico accento irlandese: ci accompagnano per mano in sala parto, consegnandoci ai dottori. Da quel momento in poi e per 6 ore circa sono principalmente indiani e greci a farci compagnia con la calma rassicurante della professionalità e la certezza di assistere ad un meccanismo perfettamente oliato nonostante i divertenti marcatissimi accenti che ci circondano.

Finisce tutto bene, troppo tardi per andare a prendere del cibo alla mensa dell'ospedale, una midwife ci suggerisce che posso scendere e prendere qualcosa da MacDonald se abbiamo fame. La guardo spaesato, penso che la stessa raccomandazione in Italia avrebbe fatto il giro delle cronache, e mi ritengo fortunato di essere in un paese diverso. In ogni caso optiamo per la pizza, che ci mangiamo sul letto della sala parto per la prima volta come una famiglia.

24 ore dopo siamo a casa, ad oggi sono passati 10 giorni e il gruppo di midwife è già passato 4 volte per controllare che sia tutto a posto. Una signora malese estremamente gentile, con quel viso serio che infonde sicurezza e rilassatezza che solo gli asiatici possono avere, controlla che l'allattamento e la crescita proseguono correttamente. Si chiama Kim, e quando vede il piccolo Benjamin che si addormenta, completamente ubriaco di latte, sorride ed esclama: "he's gone to China"

2011

Top 5 Albums 2011

Here it goes, in no particular order:

Special mention:

Firenze-Londra, solo andata

tube

Sarà che siamo vicini al Natale e oggi abbiamo comprato l'albero, oppure che mancano poche settimane all'arrivo del piccolino, o magari che stiamo per firmare un mutuo di 25 anni per la nostra casa, o ancora che sto finalmente per chiudere la mia società in Italia... sarà forse l'insieme di tutto questo che mi sta portando oggi a fare qualche bilancio.

Parto dal giorno in cui, quasi 2 anni fa, presi quel biglietto solo andata per Londra, per lasciare quanto avevo costruito fino a quel momento e ricongiungermi finalmente con Valentina dopo 4 faticosi anni di commuting. Non ho memoria di un momento in particolare, ma ricordo perfettamente la sensazione: eccitazione, sconfitta, sollievo, paura. Lunghe settimane a mandare curricula: un lavoro a tempo pieno che non ammette la distrazione di una ricompensa alla fine di una giornata per non provare la sconfitta di gravare economicamente sul nuovo nucleo familiare.
Poi il tempo segue il suo corso, si apre uno spiraglio e si afferra l'opportunità, ci si inserisce nel meccanismo, iniziano arrivare i primi soldi e le prime bollette con il proprio nome stampato sopra (incredibile che tutt'ora mi faccia piacere ricevere il conto del gas, a testimonianza che veramente il mio indirizzo è quello che leggo), si fanno nuove amicizie e si impara a muoversi come dei veri cittadini.

Con una grande differenza: qua è possibile.
Ci ho messo un po' a capirlo, ma più passa il tempo e più mi convinco: in parte riguarda chiaramente essere in un paese che funziona, ma in massima parte riguarda il cambiamento di prospettiva. Non è importante essere per forza in una città di 12 milioni di abitanti dove qualsiasi cosa è possibile, ma il fatto veramente fondamentale è la possibilità di vedere il mondo da una prospettiva diversa, di uscire dall'acquario e abbracciare un sistema di valori diverso, capire veramente che il mondo è più vasto di come lo si percepiva da una singola posizione. Come un occhio solo non è in grado di percepire la profondità, forse anche la vita di un essere umano ha bisogno di un riferimento di valori diversi per poterne tarare l'effettiva importanza. Quindi diventa possibile seguire opportunità o abbracciare modelli di comportamento che prima non potevano nemmeno essere concepiti.

Penso agli amici con cui ho fatto l'università, quelli sui quali si sente sempre dire che lo stato italiano "ha investito", anche se di preciso non ho mai capito a cosa ci si riferisse e soprattutto se la pena di dover rimanere all'interno di un sistema chiuso non sia un compenso già troppo elevato per ripagare questo debito. Del gruppetto con il quale si studiava Calcolatori e Elettrotecnica, ecco cosa è successo: uno sta a Monaco a mettere su famiglia, uno a Los Angeles a scaldarsi al sole, uno a Portland a fare il ricercatore, uno sta a Roma a combattere contro l'apatia dei colleghi e un altro a Firenze, con l'azienda che fa le montagne russe e mi ha impressionato constatare l'assenza dell'usuale ottimismo che lo ha sempre contraddistinto. E uno purtroppo non c'è più.

Risultato: non penso che all'estero si facciano necessariamente mestieri più interessanti, ma penso che in media siano senz'altro più dignitosi, che l'etica del lavoro e la retribuzione ad esso associata siano più giusti. E che a prescindere da questo, chi esce dal proprio paese comincia più facilmente ad usare l'altro occhio e percepire la profondità, cosa altrimenti estremamente difficile da realizzare.

Non ho idea se torneremo mai, penso dipenda da quanto la bilancia delle cose che mancano riesca a pendere rispetto al lato di quelle che si acquisiscono, e sicuramente ciascuno ha le proprie. A me manca la possibilità di trovarsi in 10 minuti a cena insieme alla famiglia che ormai si vede poche volte in un anno, oppure la calma di prendere la moto e salire per le colline e fermarsi da qualche parte a riposarsi senza dover pensare alla settimana davanti, o quei pochi minuti necessari per trovarsi con gli amici di sempre a farsi un aperitivo.
Ma quando mi fermo a riflettere per verificare se sto facendo bene, mi capita spesso di riguardare un pezzetto de "La meglio gioventù" per ricordarmi quanto la bilancia stia ancora pendendo dalla parte di chi offre opportunità, piuttosto che lasciarle inaridire e spegnere.

httpv://www.youtube.com/watch?v=F6sWC1VmJkY

A few shots with my brand new Zuiko 25mm f2.8 "pancake"

Our XMas party with the friends @therumpusroom_ was great this year, and Santa brought me a super cool lens for my E-500, the tiny Zuiko 25mm f2.8 "pancake", you can read a review here.

We went for some shopping today, and took a few shots with London at its best, nice way of testing the new lens, good performances on low light conditions, really impressive contrast and colours (a bit tweaked here, but not too much, just a touch of saturation), below the results (and full set here).

london red sky

scarred sky

autumn in hanley rd

wordpress and google+ vanity url

I could not resist, I had to have my google+ vanity url on my wordpress installation, and this is pretty straight forward using a well-known redirection plugin, just pick your profile id from google+ (as in figure below) and setup a 301 redirect from <your_address>/+ to your profile, that's it!

if you want to say hello: http://tom.londondroids.com/+

Range Rover Evoque Interactive Installation - phases and pictures

So the Range Rover Evoque "Sounds of the City" project went live in Madrid at the beginning of June, and it has been a long and interesting path that eventually lead to a red carpet in Kensington, London.

range rover evoque in kensington - red carpet

I was involved as interactive producer for the installation and microsite, working with the amazing guys at The Rumpus Room for the agency The Brooklyn Brothers. We designed, developed and built all the interaction for the interactive installation and relative microsite, then shipped and attended to the events in Madrid and London with our buddies at Connect Live, who took care of the physical build of the plinth and all the logistic.

Below is the story of the installation development and deliver through a sequence of images.
range rover evoque - building the prototypePlinth prototype, assembling the interactive installation at Connect Live warehouse in Surrey.

interactive plinth - placement of projectorsFinding a solution for a short throw from the projectors inside the plinth.

interactive plinth - computer vision + 360 lens testsTesting the gigE camera with fish-eye lens and NIR filter for motion detection algorithms and 360 lens to record the events (published on the microsite).

range rover evoque - dancing sessionsThe installation working in Madrid, even under full sun light!

lord sugar - hope I won't be fired...The interactive wireframe at Kensington Roof Gardens (Lord Sugar having a conversation in front of it, unaware that he is actually interacting with the installation)

And a gallery of selected images of all the phases of development and delivery.

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Cantine aperte in Napa Valley

a view of napa valley from artesa winery

La valle è estremamente larga e ariosa, quasi una pianura raccolta tra due file di colline non eccessivamente alte. Le viti hanno vita facile tutto sommato: al Castello di Amorosa (vedi sotto) ci hanno confermato questa sensazione, dicendoci appunto che i produttori che seguono un gusto di tipo europeo vanno in cerca di terreni più inclinati, dove la vite debba rimanere attaccata e pescare in basso per cercare l'acqua. Per quanto riguarda la temperatura, penso che tecnicamente l'inverno sia di riposo per la vite, ma si parla comunque di un mitissimo inverno tra i 10 e i 20 gradi. Pare che ci sia comunque una buona escursione termica, e ci dicono che la media annuale passa tra i 40-45 notturni e gli 85-95 diurni, in farenheit ovviamente.

Per la cronaca, la degustazione è stata l'orgia del merlot e cabernet sauvignon, una fila consistente di bicchieri che sembravano diluiti nel burro per cercare di nascondere quell'ignorante violenza che può esprimere, come lo chiamano qui, un cab (e ogni volta piuttosto che al cabernet sauvignon penso all'ometto bolso alla guida di un taxi che parla come fosse appena uscito da Eastenders)

Le cantine

Freschi di apertura, alle 10 del mattino puntuali ci presentiamo ad artesa http://www.artesawinery.com/index1.html impressionante costruzione immersa in un terrapieno erboso, ci propinano un pinot bianco che sembrava una spremuta di mango e albicocche, uno chardonnay più simile ad un gelato alla vaniglia e poi il trio che qui fa godere tutti: pinot noir, merlot, cabernet sauvignon. Sono tutti addormentati sotto strati e strati di morbidi legni, tannini non pervenuti. Ne usciamo consapevoli che sarà una lunga giornata, ma comunque soddisfatti del meraviglioso panorama che offre.

castello di amorosa

Affrontiamo poi l'incredibile Castello di Amorosa, ricostruzione di un progetto di castello medievale toscano, con larghissimo uso di materiali originali (ebbene si, container pieni di pietre e mattoni fatti spedire apposta dall'Europa) http://www.castellodiamorosa.com/ il cui proprietario, Dario Sattui, produce una quantità stupefacente di vitigni solitamente ritenuti impopolari da queste parti, e senza nemmeno mascherarli più di tanto.
La visita è una festa, una disneyland del vino con tanto di sala delle torture e infinite catacombe stipate di botti, barrique e bottiglie, per arrivare alla notevole degustazione.
Pinot grigio, chardonnay, pinot bianco, san giovese rosato, merlot, san giovese in purezza, cabernet sauvignon, cabernet riserva e super tuscan. Tolto il merlot, del quale la vita londinese rende rapidamente saturi, gli altri sono ben più sinceri e onesti di quanto trovato fino ad ora. Gran bei vini e gran bella esperienza.

Ci fermiamo quindi per uno spuntino al picnic ground di V. Sattui (altra parte della famiglia del precedente castello) http://www.vsattui.com/ in una notevole gastronomia fornita di ogni delizia toscana, dal jambalaya alle crab cakes (non sapevate che fossero toscane?) ma ottima qualità di ogni cosa, inclusa la bottiglia di riesling che ci accompagna. Sospettamente un po' troppo fruttato, ma a questo punto non si fa più troppo caso.

Dopo una tranquilla passeggiata automobilistica sul lato est della valley, affrontiamo un altra sosta al rutherford ranch http://www.rutherfordwine.com/products/home.php?cat=250 per una selezione di 3 cabernet sauvignon riserva. Non ne usciamo entusiasti, ma ad onor del vero eravamo gia abbastanza provati dalle esperienze precedenti. Si tratta in ogni caso di vini eccessivamente ammorbiditi, accompagnati da cioccolato e cranberries che probabilmente trovano consenso in palati più addomesticati, per non dire addormentati.

Tentiamo un'ultima sortita a Mumm (si, quel mumm: http://mummnapa.com/ ), per cercare di sciacquare via tutto questo miele con un po' di pinot noir con le bollicine, ma purtroppo arriviamo tardi. Sono quasi le 5 ed è ora di chiudere le cantine e possiamo tornarcene in albergo a riposare un po', orgogliosi di aver retto la bandiera fino agli ultimi assalti.


View A trip to Napa in a larger map
Nota di servizio: le degustazioni si pagano, in media da 10 a 20 dollari a persona. ma partendo dai consigli di un consierge si ricevono anche i buoni per avere due degustazioni al prezzo di una. I vini, volendo acquistarli, sono leggermente costosi, ma non proibitivi: niente al di sotto dei 20 dollari a bottiglia, che comunque è il prezzo piu' comune in cantina. Durante la degustazione non si risparmiano a versare il bicchiere di vino venduto anche a 100 dollari a bottiglia, rendendo l'esperienza del tutto godibile e completa. Impressiona la dimensione delle cantine, le cui vigne si estendono solitamente per centinaia di acri.

Bilancio finale: assolutamente consigliabile e con un po' di pazienza si trovano probabilmente anche vini meno addomesticati della media.

2010

Top 10 italian songs

We were recently asked by a friend of ours to list the top 10 italian songs. Without any specific rule, it just had to express our feelings and be representative of Italy. The outcome was a funny pre-christmas night, digging in youtube archives, and this is the result.

My first interactive banner was the #nikefuture 40m wide display in Johannesburg

After a month, a little bit more probably, of sufferings and efforts, we have press releases, thanks to @WKAmsterdam and their immense work. The first review I am reading is published on Cool Hunting, and it is pretty amazing to see some official pictures of our little preciousss.

Nike Life Center Johannesburg

I was involved in the Nike Life Center as project manager for the digital production, while freelancing with my funky buddies at The Rumpus Room. Our team was:

  1. Joel Baumann, Lead Creative Technologist
  2. Steve Wyles, Executive Producer
  3. Thomas Alisi, Project Manager
  4. Gerard Delmas, Software Developer

From a technical point of view, this huge display is rather simple, still interesting in some specific issues. Animations were developed in Flash using a heavily overrode Flint particle system. Headlines are pulled daily from a moderated feed and animated in 4 steps to create a full resolution portrait, the feed is UTF-8 encoded and the animation fully supports 16 languages. The moderation tool was developed by Deeplocal, Pittsburgh while the massive LED columns were installed by Spectrum, Johannesburg. Both the teams were super sharp and even if we worked with different timeshifts, and tons of emails, almost everything ran like a charme (er... last minute panic is always part of the game).

A super special thank and appreciation goes to Ross Plummer, mighty producer at Wieden+Kennedy Amsterdam, who has been enviably calm and steady even during the few panic attacks that sometimes could rise here and there across the world. The result is super cool, published tonight through Wieden's official press release.

The National, Electric Ballroom

Electric Ballroom è una piccola venue accanto alla tube di Camden, sono andato insieme a Maud per la prima volta a vedere i Silver Mt. Zion, il posto mi aveva subito affascinato per la sua sudata calca intima e dell'apertura ufficiale del tour High Violet avevo una grande aspettativa. Il disco, non si potrebbe dire, l'avevo ascoltato qualche volta, sufficiente per percepire l'atmosfera, ma non abbastanza per avere i pezzi in mente, ad eccezione della prima traccia, maledettamente affascinante e identica ad ogni altro pezzo dei National del quale non si può fare a meno.

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Fatto sta che il concerto scorre via come il precedente che avevo visto a Minehead, per un ATP di quel che sembra un milione di anni fa: si alternano lacrime di estasi commossa, risate da adolescente, brevi momenti di noia subito smentiti dal crescendo coinvolgente.

E poi il bis.

A chi non c'era posso solamente dire che mi ricorderò per sempre della incredulità del bouncer, che perplesso ci chiede se quanto sta accadendo sia normale. Dei metri di cavo del microfono buttati in mezzo al pubblico, per poi scendere nel mezzo ad abbracciarlo. Delle parole gridate "I'm a human being". Di essere là accanto a cantare con tutto l'Electric Ballroom davanti "It’s a terrible love and I’m walking with spiders"...

A new home

As I moved to London I decided that my old home had to close since it did not represent me anymore. It still exists, and you can find my archive here but, you know, being a great fan of ATP, I can't stop thinking of these few words: don't look back.
I have a new mac, a new flat, a brand new national insurance number, a new passion in programming android applications for mobile, and a good ol' addiction for gigs, good wines and joy for life. So if you like all the above and you have a few minutes to spare, read through and I hope we could discuss about all these things. And I won't promise this blog will be completely in this crappy english.